giovedì 13 marzo 2008

IL MAL(E) DI NAPOLI

081. 833. xx. xx

Io: Ciao mamma come va?

Mia madre: Ciao Rosa! Come va? Come deve andare? Sempre uguale! Qui non cambia niente, niente! Oggi le bambine non sono andate a scuola, come fai a farle uscire di casa? Qui l’aria puzza! Puzza di morte! Puzza di putrefazione!

Io: ... ma ho sentito alla tv ... avevano detto ... (vengo interrotta)

Mia madre: Tv? Avevano detto? Qui non è cambiato nulla, abbiamo ancora le montagne di rifiuti per strada ... adesso si vedono anche i topi ... sta per arrivare l’estate ... ci hanno mandato la bolletta per pagare la tassa sui rifiuti! Vuoi sapere quanto pagheremo? 867 Euro! Ottocentosessantasette!

Io: Non pagare nulla mamma! Non devi pagare!

Mia madre: Come fai a non pagare? C’è anche una lettera che accompagna la bolletta! Il sindaco dice di pagare, che dall’anno prossimo pagheremo di meno perché diventa obbligatoria la raccolta differenziata.

[...]

E’ così che da un anno, da quando non vivo più’ a Napoli, iniziano le conversazioni telefoniche con mia madre. Le chiedo come sta e come un fiume in piena inizia a parlare di tutti i mali, del MALE che sta vivendo la nostra città, dell’unico male per cui oggi Napoli è protagonista sui blog, nei telegiornali (addirittura in prima serata!), nelle trasmissioni televisive e sui giornali nazionali e stranieri, beh diciamo che adesso nelle nuove fiction televisive non ci sarà solo il mafioso con accento napoletano, ma anche il netturbino dissociato-occupato che potrà sfoggiare oltre alla sua scopa immacolata la sua musicale cadenza partenopea. E jamm bell ja’!

E jamm bell ja’! E’ questa la frase che vorrei dire a tutti i politici riscalda-poltrona (non conoscete il nuovo elettrodomestico?) che continuano a rimbalzarsi la patata bollente, a tutti i saccenti pronti col loro dito accusatore puntato sul napoletano di turno che ha avuto il coraggio oltre che di festeggiare un nuovo anno di munnezza, quello di comprare cibo per il cenone e non ha avuto l’accortezza di mangiare anche gli involucri, ma come ... i soliti napoletani ... mangiano il commestibile e non il riciclabile! Ma sono ignoranti, perché noi la monnezza la mangiamo, la viviamo, la respiriamo e la SOPPORTIAMO! La mangiamo già da tempo, da quando abbiamo “smaltito” i rifiuti del nord (80% del costo in meno rispetto al resto d’europa) seppellendoli nei nostri fertili campi (leggi perché ci chiamavano Campania Felix http://it.wikipedia.org/wiki/Campania_antica), automaticamente la munnezza è diventata ortaggio-frutta-verdura ed è arrivata sulle nostre tavole (del nord e del sud) giusto per chiudere il ciclo della natura. Beh siamo stati creativi anche in questo, trasformazione di munnezza in frutta e verdura, noi il riciclaggio potremmo insegnarlo all’università!

Ma quando è iniziata tutta questa storia? Questa emergenza? Sinceramente non so dirlo con esattezza e non riesco nemmeno a credere che siano passati 14 anni da quando ho visto il primo cumulo di sacchetti per strada che il mio vicino ingenuamente ha bruciato, poverino era un contadino .. aveva sempre fatto così quando ripuliva il suo pezzettino di terra dalle erbacce, bruciava quello che non gli serviva e come lui hanno fatto centinaia e centinaia di cittadini napoletani quando si sono accorti che gli unici grattacieli a Napoli dovevano essere quelli del Centro Direzionale e quindi quelli di spazzatura potevano essere smantellati in altro modo. Ci hanno lasciati da soli per ben 14 anni sotto tutti i punti di vista. Un popolo che si autogestisce, una regione okkupata! Percorrendo una strada nota ai più, il famigerato Asse Mediano (nato per consentire ai traffici loschi della camorra di unire la provincia con il cuore della città, il porto) ci si sente come durante la guerra ... nuvoloni di fumo nero improvvisamente tolgono la visuale ai guidatori ... è tutto il fumo che sale dai paesini attraversati da questa famigerata strada, fumo che prende vita dagli incendi di cumuli di spazzatura lasciati a marcire nelle campagne, fuori dalle scuole, ospedali e cimiteri (eh si nemmeno l’odore di santità supera quello della munnezza). Ci si sente come in guerra, perché siamo in guerra, da sempre ... siamo un popolo che combatte anche per ottenere le più piccole cose, dal proprio turno allo sportello dell’ufficio postale, al posto letto in ospedale (mia nonna 90 anni due giorni fa, l’anno scorso si è fatta 3 giorni di barella in corridoio all’ospedale Cardarelli), dal documento in Comune addirittura alla libertà di voto, perché non si sa mai ... “qualcuno” potrebbe chiederti di votare “un suo amico”. Eravamo troppo impegnati a sopravvivere se non ci siamo accorti che oltre al Vesuvio stavano nascendo altri promontori a chiazze colorate, siamo stati fiduciosi in chi ci diceva “napoletani non preoccupatevi che a Napoli ci penso io” e siamo arrivati qui. Tra poco si tornerà a votare e vedrete che la spazzatura sparirà dalle strade (consiglio ai turisti di aspettare il periodo elettorale per visitare la città) non si può rischiare di trovare dei sacchetti nell’urna elettorale, anzi spero che i napoletani facciano proprio questo, che si rechino a votare ognuno col proprio carico di spazzatura ed oltre alla scheda lascino un bel ricordino nei seggi elettorali ... come è adesso la situazione non si può decidere, non c’è la serenità per decidere ... il cervello è offuscato dai fumi tossici che esalano dai rifiuti, qualsiasi cosa andrebbe bene e non è così, bisogna scegliere con calma, bisogna scegliere le persone giuste ... bisogna allontanare le teste calde e le mele marce.

Oltre al danno la beffa, la cosa che mi ha fatto più ridere di tutta questa storia (oltre alla faccia di Bassolino) è stata la questione delle ecoballe, pazzesco ... abbiamo delle ecoballe che non hanno nulla di eco, sono solo delle balle, non si possono smaltire se non pagando tanto e quindi tassando sempre di più i cittadini che già stanno pagando in SALUTE oltre che in MONETA i danni di tutto questo malgoverno, di questo assenteismo da parte delle istituzioni e della legge. Chi dobbiamo ringraziare? A chi posso stringere la mano per tutto questo? Solo Bassolino? Non posso accusare solo lui ... ha delle grandi e gravi colpe sulla coscienza, ma non deve pesare solo la sua ... deve pesare anche quella di chi gli ha concesso tutto questo, come pesa già la nostra di napoletani che glielo abbiamo concesso. Mia nonna mi dice che un tempo eravamo dei coraggiosi, eravamo forti ... mi racconta le 4 giornate di Napoli ( http://it.wikipedia.org/wiki/Quattro_giornate_di_Napoli ) durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi non hanno occupato la città ... adesso lasciamo che i topi infestino le nostre strade, i giardini delle scuole ... dove sono i napoletani di allora? Dov’è lo spirito che ci ha guidati fino ad allora? Riprendiamoci la nostra città, riprendiamoci quello che ci spetta!

mercoledì 20 febbraio 2008

Politica, chi l'ha vista ?

Elenco di seguito una serie di punti toccati dai "programmi" dei partiti :

Affari Esteri
Interno
Giustizia
Economia e Finanze
Energia
Risparmio
Università e Ricerca
Istruzione
Commercio internazionale
Lavoro e Previdenza sociale
Solidarietà sociale
Difesa
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare
Infrastrutture
Trasporti
Salute
Beni e Attività Culturali
Comunicazioni


all'interno di ognuna si queste voci, ogni partito esprime il suo programma e cosa intende fare in quel settore. Giusto. Ma alla base di ognuno di questi c'è un approccio.
Dov'è ?
E' evidente che prevedere tutto non sarebbe neanche teoricamente possibile ed è per questo che come cittadino pretendo di conoscere l'approccio alle decisioni, cosa c'è alla base di un pensiero politico.
Il nulla. Intorno a noi il nulla.

Abbiamo bisogno di riforme vere, non di pezze o spostamenti del 1% o regali da 100 eu.
Riforme.
Mi interessa sapere che la prima cosa è l'istruzione. Tutto deve girare intorno alla consapevolezza che se non apprendiamo dagli sbagli, siamo inutili.
La storia. La memoria.
La curiosità per imparare sempre, questo è quello che ti devono insegnare a scuola, ad essere curioso, a conoscere quello che ti sta intorno.
Il resto è contorno, alla base c'è un homo nuovo.

domenica 10 febbraio 2008

la "petizione"

"Petizione"
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

"Una petizione (dal verbo latino peto, "chiedo per ottenere") è una richiesta ad un'autorità - generalmente governativa - o ad un ente pubblico. Nel linguaggio colloquiale, una petizione è un documento indirizzato a un soggetto pubblico o privato e sottoscritto da numerosi individui. Può essere orale, scritta o trasmessa attraverso internet. "

In base alle finalità, è possibile classificare le petizioni anche come precettistiche, se invogliano il legislatore ad approvare delle norme che colmino un vuoto legislativo (vacatio), quello che ritengo sia il nostro caso: "l'elettore che non trova rappresentanza sulla scheda, ha diritto di chiedere nuove elezioni dopo un ulteriore dibattito e magari rappresentanti alternativi." .. fino a quando il governo non troverà la capacità di dialogare, non potranno essere indette quindi nuove elezioni.

Per una petizione non è necessaria l'autentica di firma con la registrazione degli estremi di un documento d'identità. Per questo, le raccolte di firme su Internet hanno lo stesso valore legale anche quando non utilizzano meccanismi di autenticazione dell'utente

L'ordinamento legislativo italiano conferisce ai cittadini il diritto di riccorrere allo strumento della petizione popolare all'art. 50 della Costituzione:

« Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità »
(Costituzione della Repubblica italiana, art. 50)

Il diritto di petizione è inoltre considerato diritto fondamentale dell'Unione Europea e, come tale, inserito nell'apposita Carta dal Parlamento Europeo all'art.44:

« Qualsiasi cittadino, o qualsiasi persona giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro dell'Unione Europea ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo »
(Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, art. 44)

La legge italiana prevede che per depositare un disegno di legge in Parlamento siano necessarie 50.000 firme. Le firma devono esssere prima validate dalla Corte di Cassazione. Per finalità di sensibilizzazione non esiste invece un valore-soglia da superare.

Ritengo quindi che la petizione, strumento di democrazia diretta prevista dalla costituzione, possa essere lo strumento giuridico adatto per cercare di dare una svolta positiva e distensiva.

La petizione come strumento di appello al senso di responsabilità nazionale dei cittadini.

Una petizione che raccolga un largo consenso di delusione politica e di desiderio di innovazione.

Tu sei Beppe Grillo!



Un altro bel messaggio di provocazione di Beppe che prende spunto da un dibattito avvennuto durante la trasmissione "Ancora tu" di Anno zero con Santoro.
Ancora una volta emerge il fatale scollamento della classe politica dai cittadini.
La maggior parte di loro vivono in un mondo che non è quello della persona comune, basando le loro scelte su un'esperienza di vita che non è quella del normale cittadino. Non possono quindi viverne i problemi e, conseguentemente, con difficoltà percepirne i reali sentimenti.
Il governo è quindi incapace di adempiere al proprio dovere costituzionale di rappresentanza. Rappresenta solo sè stesso.

L'obiettivo diventa quindi quello di prendere coscienza che nulla di quello che potremo andare a votare ci potrà rappresentare in modo adeguato e soddisfacente per i prossimi lunghi cinque anni.

Nella costituzione e dalla legge non è prevista l'eventualità che l'elettore (io per esempio ma molti altri credo) non trovi sulla scheda nella cabina elettorale, una rappresentanza.

Partendo da questo principio, voglio sperimentare se esiste un largo consenso popolare sul pensiero che sia necessaria una profonda svolta nella storia della nostra repubblica.
Io credo si possa definire anche come il tentativo di passaggio dalla democrazia "sulla carta" alla democrazia reale, applicata e diretta.

E' necessario che tutte le forze politiche accendano immediatamente, prima delle elezioni, un dibattito per un governo di unità nazionale in grado di deliberare con largo consenso sulle leggi elettorali.
E' necessario che le persone discutano ovunque sulla necessità di uscire dalla fase di stallo in cui l'Italia di trova.

Alle elezioni non voglio essere costretto ad appoggiare qualcuno "tappandomi il naso" oppure regalare il mio voto al vincitore lasciando tristemente la scheda bianca o assere costretto ad annullarla.
Voglio trovare qualcosa che mi rappresenti realmente.

E' mia volontà profonda esercitare il diritto di voto, ma è anche mio diritto essere rappresentato. Se non lo sono (come molto probabilmente non lo sarò nel caso delle prossime elezioni), devo poter chiedere un nuovo voto e sostanzialmente invalidare le elezioni.
Per fare un esempio in Italia non esiste la necessità di un quorum. Se per eccesso, tutti tranne uno espriemessero scheda bianca, quell'uno avrebbe diritto a governare.

Questo è assolutamente irragionevole.

Detto questo si passa alla proposta successiva. Se le elezioni vengono invalidate (in modo inequivocabile, quindi con un simbolo, non attraverso scheda bianca o nulla) da più di 1/3 della popolazione, si deve riaprire un dibattito nazionale.
Probabilmente una sorta di nuova costituente (da tutti i partiti che vorranno aderirne) che sia rappresentativa di progresso, di innovazione e di benessere per il popolo italiano.
Questa assemblea risponderà solo alla corte costituzionale ed avrà tanti rappresentanti quante sono le forze politiche.
10 persone intorno ad un tavolo per costruire una nuova italia, un futuro migliore e riportarla alle elezioni con maggiore coscienza.

Già questo potrebbe essere un passo in avanti.

Un voto del tipo "chiedo un reset".
Chiedo che una nuova Assemblea eletta dall'attuale parlamento di pochi membri rappresentativi di tutte le forze politiche, che abbia la missione di gestire un periodo costituzionale di transizione verso un governo di unità nazionale fino alle prossime valide elezioni ... unità ormai assolutamente necessaria per ottenere la spinta di cui abbiamo bisogno.
Due gli obiettivi di tale assemblea : 1) permettere al popolo di votare in modo cosciente e rappresentativo - 2) permettere al popolo di scegliere in modo diretto i propri rappresentanti.

Se esiste un consenso di almeno 1/3 dell'elettorato, questa petizione popolare prevista dalla costituzione, potrebbe passare.
Un appello a tutti i cittadini affinchè sollevino la questione al presidente della repubblica, che la discuta con il parlamento per adottare urgenti provvedimenti in vista delle elezioni.
Ovviamente la questione di legimittità passerà anche dal parlamento europeo.
Da questo emerge la chiara necessità che tutto il governo in "regime di prorogatio" si attivi per deliberare urgenti provvedimenti in materia di voto.

Per un'Italia più cosciente, più libera, più umana.

domenica 20 gennaio 2008

Responsabilità degli individui

Ecco appunto .. in questi giorni sto discutendo un po' su vari blog della responsabilità di ognuno di noi e soprattutto dell'atteggiamento italiano (solo perchè è quello che conosco meglio e vivo nella quotidianità) che non consente una svolta. Ci vuole la coscienza da parte di ogni cittadino che la società e lo stato sono nostre rappresentazioni, sono solo espressione della gente che ci vive e del suo comportamento.
Che ognuno quindi si ponga delle domande.

Poi incontro questo video (grazie Roberta :-) esilarante ..
Bruno Bozzetto ci regala questo bellissimo momento di "riso amaro".
Sulla stessa scia (stesso autore in collaborazione con ARPAV), consiglio anche la visione del video sul turismo sostenibile pubblicato all'indirizzo http://www.ermes.net/document_details.php?oid=595&did=45&title=Viaggiatori!%20Viaggiatori?